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14 Novembre 2019

Business Intelligence. Richiedila con il Bonus Investimenti Sud.

Direzione Industria 4.0

Tecnologia e Innovazione sono le parole chiave che guidano la rivoluzione dell’Industria 4.0. Stare al passo con i tempi significa portare, con le strategie giuste, il  progresso tecnologico all’interno dei processi e della gestione aziendale.

Una tematica, quella dell’innovazione, centrale nel dibattito attuale e per questo sostenuta e incentivata da diverse  misure del MiSE. Dalle novità alle proroghe in Legge di Bilancio 2020, le misure che mettono al centro l’adeguamento del livello di innovazione nei processi aziendali, rappresentano una vera occasione per le imprese.  

Oltre la misura Formazione 4.0, il Bonus Investimenti Sud, in scadenza il 31 dicembre 2019 ma prorogato dalla nuova manovra anche per tutto il 2020 include le piattaforme di Business Intelligence tra i beni agevolabili dal Credito d’imposta beni strumentali nuovi.

Come funziona il Bonus Investimenti Sud

Il Bonus è erogato sotto forma di Credito d’Imposta e a seguito dell’invio di un’apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate. Dal 2016 l’agevolazione è rivolta solo alle imprese che acquistano nuovi beni strumentali, con dei tetti massimi di investimento agevolabile che variano in base alla dimensione dell’azienda:

  • 45% fino a 3 milioni di euro per le piccole imprese
  • 35% fino a 10 milioni di euro per le medie imprese
  • 25% fino a 15 milioni di euro per le grandi imprese

Solo dopo aver ricevuto dall’Agenzia delle Entrate il nulla osta il Bonus viene erogato come Credito di Imposta.

Tra i beni agevolabili sono ammessi al Bonus hardware e software, anche basati su piattaforme cloud computing, aventi uno specifico carattere di innovatività. 

Scopri di più sul Bonus Investimenti Sud

Innovare con la Business Intelligence

I Big Data sono una risorsa dello sviluppo tecnologico degli ultimi anni. Produciamo ogni giorno una enorme quantità di dati, ma solo chi ha capito come gestire e interpretare i big data ne trae vantaggio. Infatti, non basta possedere i Big Data se non ci si avvale di un processo di Business Intelligence per elaborarli.

Anche le PMI possono trarre vantaggio dai Big Data, che non sono appannaggio solo dei colossi dell’ecommerce o dei social media. La maggior parte delle attività che l’utente oggi compie produce dati, dall’invio di una mail, alla ricerche su Google, alle operazione bancarie o addirittura l’accensione di una lampadina i cui consumi sono collegati a un contatore digitale.

Che cos’è la Business Intelligence?

La Business Intelligence è un processo di raccolta, validazione, analisi ed estrazione dei dati. 

La business intelligence mostra i dati presenti e passati nel contesto aziendale per aiutare imprenditori e manager a prendere decisioni migliori. I risultati del processo di Business Intelligence sono, quindi, per l’azienda un elemento fondamentale nell’assunzione di decisione strategiche.

Grazie al benchmarking delle prestazioni, infatti, è possibile avere una gestione più efficiente e agevole dell’azienda. Con la business intelligence, inoltre, si può ottimizzare qualunque aspetto della gestione aziendale.

Perché introdurre la Business Intelligence in azienda?

Introdurre un processo di Business Intelligence in azienda significa sviluppare il proprio business attraverso decisioni e strategie orientate ai dati. 

L’obiettivo dell’utilizzo della Business Intelligence è infatti rendere i processi decisionali e gestionali data driven, per un miglioramento generale delle performance.

4 vantaggi che puoi ottenere introducendo la Business Intelligence nella tua azienda:

  1. Riduzione dei costi di processo
  2. Informazioni precise e condivisibili
  3. Decisioni più facili ed efficaci
  4. Gestione informatizzata dei dati aziendali

Ecco la soluzione per la tua azienda

Abbiamo elaborato una soluzione su misura per le aziende per introdurre la Business Intelligence nei processi gestionali.

Mare reporting Server

Mare Reporting Server è un impianto costituito da un tablet e un’applicazione. Lo strumento è stato ideato per visualizzare, e analizzare rapidamente i dati aziendali e supportare le scelte e strategie aziendali.

La Tecnologia

L’impianto Mare Reporting Server si basa sui più raffinati algoritmi di analisi dati che consentono di analizzare e correlare i dati, così da segnalare tendenze sempre più affidabili. Il sistema consente anche ai meno esperti di avere dati e informazioni complesse sempre a portata di mano al fine di monitorare le azioni e incrementare l’efficacia del business.

In cosa consiste la nostra offerta

  • Connessione dell’impianto con i sistemi informatici presenti in azienda
  • Definizione dataset
  • Rappresentazione secondo le specifiche esigenze aziendali

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14 Novembre 2019

Torna il Bonus investimenti Sud. Ecco come funziona.

Prorogato dalla Legge di Bilancio 2020 Bonus Investimenti Sud, il Credito d’Imposta beni strumentali nuovi, rivolto alle Imprese del Mezzogiorno: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Molise, Sardegna e Sicilia, per l’acquisto di beni strumentali nuovi da destinare alle strutture produttive. 

Introdotto con la legge 208 del 2014, il Bonus è per quest’anno valido per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019, ma il Credito d’imposta beni strumentali nuovi sarà valido anche nel 2020 con la proroga del Bonus nella Nuova Legge di Bilancio

Come funziona il Bonus Investimenti Sud

Il Bonus è erogato sotto forma di Credito d’Imposta e a seguito dell’invio di un’apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate. Dal 2016 l’agevolazione è rivolta solo alle imprese che acquistano nuovi beni strumentali, con dei tetti massimi di investimento agevolabile che variano in base alla dimensione dell’azienda:

  • 45% fino a 3 milioni di euro per le piccole imprese
  • 35% fino a 10 milioni di euro per le medie imprese
  • 25% fino a 15 milioni di euro per le grandi imprese

Solo dopo aver ricevuto dall’Agenzia delle Entrate il nulla osta il Bonus viene erogato come Credito di Imposta.

Quali sono i beni agevolabili dal Bonus Investimenti Sud

Rientrano nel Credito di imposta in beni strumentali nuovi, solo alcune tipologie di beni materiali che rispettino determinati requisiti:

Novità. I beni ammissibili dal Bonus devono, infatti, essere necessariamente stati acquistati direttamente dal produttore o distributore o anche da un terzo precedente acquirente, a condizione che il bene stesso non sia mai stato utilizzato (o dato ad altri in uso) né da parte del cedente, né da alcun altro soggetto. 

Strumentalità. I beni ammissibili devono anche essere impiegabili ed impiegati come strumenti di produzione all’interno del processo produttivo aziendale; la strumentalità è valutata non in astratto ma in riferimento all’attività esercitata dall’impresa beneficiaria del credito d’imposta.

Ecco quali sono i beni materiali agevolabili nel bonus investimenti sud:

  • Macchinari

Rientrano in questa categoria tutti i macchinari sia automatici, sia non automatici. 

  • Impianti 

Rientrano in questa categoria sia impianti specifici, sia impianti generici non legati alla tipica attività dell’azienda.

  • Attrezzature varie

Rientrano in questa categorie tutti gli strumenti (con uso manuale) necessari per il funzionamento o lo svolgimento di una particolare attività o di un bene più complesso e quelli legati al processo produttivo o commerciale dell’impresa. 

Per valutare se un bene è ammortizzabile basta fare riferimento all’elenco di beni ammortizzabili ai sensi degli articoli 102 ovvero 102-bis del TUIR.

Tali beni materiali, inoltre, devono essere parte di un progetto di investimento iniziale che soddisfi una delle seguenti finalità:

  1. Realizzazione di un nuovo stabilimento.
  2. Incremento della capacità produttiva di uno stabilimento esistente, sia in relazione alla produzione già avviata sia mediante diversificazione della produzione.
  3. Radicale cambiamento del processo produttivo.

Ecco perchè non sono ammessi al bonus gli investimenti che prevedono una mera sostituzione di beni. 

Hardware e Software agevolabili nel Bonus investimenti sud

Sono esclusi dall’agevolazione Bonus investimenti Sud le immobilizzazioni immateriali con una sola eccezione. 

Sono ammessi al Bonus hardware e software, anche basati su piattaforme cloud computing, aventi uno specifico carattere di innovatività. 

Tali beni immateriali ammessi all’agevolazione del Credito d’imposta beni strumentali nuovi devono servire al raggiungimento di alcuni standard richiesti alle aziende in termini di innovazione e Industria 4.0; nello specifico:

  • organizzazione ed elaborazione di ingenti quantità di dati;
  • gestione di interfacce anche multimediali;
  • utilizzazione di sensoristica avanzata per elaborare informazioni complesse;
  • ottimizzazione delle elaborazioni dal punto di vista energetico e della privacy.
Business Intelligence

Scopri anche “Bonus Formazione 4.0. Il Bonus che fa crescere le imprese

Il Bonus è cumulabile con altre agevolazioni

Secondo quanto previsto dal comma 102 art.1 L. 208/2015, il Credito d’imposta beni strumentali nuovi è cumulabile con gli aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi ammessi al beneficio, a condizione che il cumulo non porti al superamento dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline di riferimento.

Regime fiscale

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi (quadro RU) relativa al periodo d’imposta di maturazione del credito e nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta successivi, fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo.

Il credito d’imposta concorre alla formazione del reddito imponibile IRES e del valore della produzione ai fini IRAP.

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23 Ottobre 2019

Aziende Unicorno. Ecco cosa possono insegnare alle aziende italiane

Avete mai sentito parlare di Aziende Unicorno? 

Le Aziende Unicorno: imprese dal carattere mitologico che cavalcano l’onda del successo come un arcobaleno, rare e preziose come gli unicorni, sono difficili da trovare e impossibili da raggiungere!

Tralasciando le descrizioni fantasiose evocate dalla parola “Unicorno” , si definiscono come Unicorno quelle aziende che riescono a raggiungere il valore di 1 miliardo di dollari in un arco cronologico di tempo relativamente breve.

“The Age of Unicorn”

Il termine unicorno, riferito a un’azienda, è stato utilizzato per la prima volta nel 2013 dalla venture capitalist Aileen Lee per descrivere le startup che avessero raggiunto il valore complessivo di un 1 miliardo di dollari.

La scelta della figura mitologica dell’unicorno come metafora evidenzia alcune delle principali caratteristiche di queste aziende, prima fra tutte la loro singolarità! 

Chi sono e che cosa fanno le Aziende Unicorno

Per essere definita Unicorno, un’azienda deve avere alcune caratteristiche, statisticamente molto difficili da ottenere. Non è affatto facile, infatti, rientrare nel gruppo delle aziende unicorno.

Tre sono i fattori determinanti per un’azienda unicorno:

  • il valore economico
  • l’innovazione
  • il tempo

Si definiscono, infatti, aziende unicorno quelle aziende o startup non quotate in borsa che in un breve arco di tempo hanno raggiunto un valore complessivo di 1 miliardo di dollari, attraverso un modello di innovazione disruptive.

Il carattere innovativo di una azienda unicorno è determinato non solo dalla tipologia di prodotto o servizio che rappresenta il suo core business, ma anche e soprattutto dal modo in cui si è posizionata sul mercato. 

Gli unicorno, infatti, sono in grado di rivoluzionare un intero settore merceologico, dettando nuove regole di mercato e, spesso, avendo un grosso impatto sui leader di settore.

Diversi sono i casi di startup che in pochissimo tempo hanno conquistato una enorme fetta di mercato scalzando le big company o costringendole a modificare le più sedimentate logiche di mercato. Tra gli esempi più noti ci sono senza dubbio Uber e Airbnb.

Silicon Valley: il paradiso delle Unicorno

Quando parliamo di aziende Unicorno parliamo di USA e di Silicon Valley. Qui nascono le rare specie di startup miliardarie e qui hanno continuato a proliferare dal 2010 ad oggi.

Sul pianeta ci sono 309 Aziende Unicorno.

Il dato è ricavato dal censimento realizzato da CB Insight e rielaborato in una mappa visuale dal Sole 24 ore. 

Il report realizzato raccoglie le startup che hanno raggiunto 1 miliardo di dollari di valutazione complessiva specificando il settore merceologico, l’area geografica di sviluppo e il gruppo di investitori.

Clicca qui per vedere il report completo.

Circa la metà delle aziende, con un valore complessivo di 590 miliardi di dollari, è situata in America. Al secondo posto della classifica c’è la Cina e la Gran Bretagna al terzo. L’India, invece, segue la Gran Bretagna al quarto posto per numero attività, ma si colloca in una posizione più alta in termini di valutazione. 

Che fine hanno fatto le aziende Unicorno in Italia?

In Italia, Yoox e Opto Telematics hanno raggiunto una valutazione superiore al miliardo, ma hanno impiegato molto tempo e ci sono riuscite solo grazie ad investitori stranieri: circostanze che, evidentemente, non permettono a queste aziende di entrare nella lista di CB Insights. Le motivazioni sono da ricercare in una mancata predisposizione al rischio e agli investimenti, secondo Luca Fontana che ha analizzato la questione in un articolo pubblicato su Quale Impresa, e nei problemi di carattere finanziario del nostro paese.

Ma cosa possono imparare dagli Unicorni le aziende italiane?

Senza voler puntare necessariamente al modello americano delle startup della Silicon Valley, costitutivamente lontano dalle logiche e dall’organizzazione aziendale italiana, è possibile imparare alcune lezioni fondamentali dalle aziende unicorno.

Ecco tre insegnamenti che si possono trarre dal fenomeno delle Aziende Unicorno e che possono essere subito applicati dalle aziende italiane per orientarsi alla crescita e al successo.

1) Non avere paura di sbagliare

Uno dei principali insegnamenti che derivano da chi ha sfondato il muro del miliardo di dollari riguarda non il successo come punto di arrivo, ma la strada fatta per raggiungerlo. 

Nel percorso devono essere messi in conto errori, come cambi di rotta. Solo sbagliando e correndo qualche rischio è possibile fare davvero innovazione e sperimentare nuovi modelli di business.

2) Investire sull’innovazione e nel cambiamento

“Abbiamo sempre fatto così” è purtroppo ancora oggi una delle frasi più pronunciate dagli imprenditori italiani. Aprirsi all’innovazione tecnologica significa accettare che alcune cose cambino.

3) Concentrarsi sul processo prima che sul prodotto

Spesso tutti gli sforzi aziendali sono concentrati sul prodotto e poco sul processo. Formazione e innovazione sono invece due elementi che devono partire e interessare i processi e il team.

Ecco come iniziare:

Formazione 4.0 è una misura del MiSE che permette alle aziende italiane di investire sull’innovazione tecnologica risparmiando. Scopri come funziona.

Inizia subito a innovare.

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